
Relatore: MINUTO Silvano
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LA CONFERENZA
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Premessa
Il computo del tempo risulta necessario
per commisurare l'attività quotidiana con i lunghi periodi.
Una stima della misura del tempo è fornito naturalmente da tre fenomeni
periodici di origine astronomica:
-
l'avvicendarsi
del giorno e della notte
-
il
ciclo delle stagioni
-
il
succedersi delle fasi lunari.
Il conteggio e l'osservazione di questi
fenomeni consente di ordinare e
prevedere gli eventi soddisfacendo i più elementari bisogni dell'uomo.
Per un utilizzo più raffinato delle conoscenze, così come si è presentato con
l'evolversi dello sviluppo culturale, è stato necessario prevedere questi
eventi con molta più attenzione e i fenomeni sopra ricordati non sono risultati
abbastanza precisi per questi scopi. La ricerca si indirizza verso fenomeni
molto più complessi e richiede perciò tecniche più raffinate. Il computo del
tempo diviene mansione di esperti studiosi di cose astronomiche che sono stati
considerati nell'antichità come
dei detentori di segreti che avvicinavano l'uomo a Dio.
Quali
sono queste tecniche più raffinate?
-
riapparire
annuo di determinate stelle al mattino prima del sorgere del Sole
-
la
massima altezza del Sole durante l'anno
-
l'avvistamento
della falce lunare dopo il novilunio.
Tutte queste osservazioni, accuratamente
registrate e studiate hanno consentito di stabilire misure precise che hanno poi
portato a quello che noi intendiamo per successione cronologica di eventi e
quindi di calendario.
Per capire e risolvere i problemi legati
alla determinazione di un calendario, occorre avere ben presenti i seguenti
fenomeni astronomici:
-
anno
tropico (o solare) - durata media 365g 5h 48m 46s non corrispondente a un numero
intero di giorni.
-
anno
siderale
-
mese
sinodico o lunazione
-
giorno
solare medio.
Un qualunque calendario deve basarsi
sull'anno civile costituito da un numero intero di giorni.
La differenza tra anno tropico e civile è all'origine di tutte le difficoltà
insite nell'elaborazione di un calendario preciso.
Mentre la durata media del giorno è abbastanza facile da determinare, la stessa
cosa non lo è altrettanto per la determinazione dell'anno. I popoli primitivi
non avevano le competenze specifiche per arrivare ad un risultato che restasse
allineato con le stagioni per un numero sufficientemente lungo di anni.
Infatti anche determinando con precisione
il sorgere eliaco ad esempio della stella Sirio, dato abbastanza facile da
rilevare, si ottiene una buona misura dell'anno siderale (ristorno del Sole
nella stessa posizione rispetto alle stelle) che non interessa direttamente la
vita civile, che si basa sul ciclo stagionale e quindi sull'anno tropico, cioè
il ritorno del Sole all'equinozio di primavera.
All'individuazione astronomica dell'anno tropico si pervenne solo in epoca
alessandrina, questo fatto portò poi alla definizione del calendario Giuliano.
Ci vollero però ancora 16 secoli per arrivare ad una datazione che potesse
mantenersi allineata con l'anno tropico per periodi molto lunghi.
La rilevazione della successione delle fasi lunari è invece molto più evidente
e pertanto servì come base per la determinazione della maggior parte dei
calendari ideati nell'antichità.
Nella Bibbia (salmo 104) si dice che Iddio creò la Luna per la determinazione
dei tempi. Gli Ebrei utilizzano ancora questo tipo di calendario per i loro usi
religiosi.
Dal ciclo lunare è nata la suddivisione del mese in 30 giorni, suddivisione che
si ritrova con il giorno e l'anno in tutti i calendari. Per poter tenere in fase
con le stagioni il calendario basato sull'osservazione della luna. Ha portato
alla creazione di calendari detti luni-solari.