La settimana
Questo periodo si ritrova praticamente in
tutti i calendari antichi e moderni. Deriva chiaramente dall'osservazione delle
fasi lunari e per i babilonesi era considerato un numero magico, legato anche ai
sette astri erranti che si vedevano nel cielo. (Lunedì, martedì, ecc.).
Per il mondo ebraico, il significato
astrologico non compare, i giorni erano indicati semplicemente come primo
giorno, secondo giorno, … solo il settimo aveva un nome proprio "sabbath".
Ricordate.. il terzo giorno risuscitò da morte..
L'adozione
ufficiale della settimana fu decretata da Costantino nel 327 d.C.
Il calendario romano
Romolo, all'atto della fondazione della
città di Roma, 753 a.C., non si sa per quale motivo aveva concepito un
calendario di soli 10 mesi che contava 304 giorni in un anno. L'infatuazione di
Romolo per il numero 10 si estese anche ai nomi dei 10 mesi.
Numa nel 700 a.C. aggiunse due mesi Jenuarius e Februarius. Si arrivò quindi ad
un anno lunare di 354 giorni.
Questo calendario era composto di
6 mesi di 30 giorni e
6 mesi di 29 giorni.
Per tener conto delle stagioni, ogni due anni si aggiungeva un mese intercalare
(di 22 o 23 giorni) veniva fissato di volta in volta con decreto sacerdotale e
questi giorni aggiuntivi venivano posti dopo la festa dei terminalia (23
febbraio), costituendo insieme ai 5 giorni rimanenti di questo mese un nuovo
mese detto mercedonius.
Questa regola non veniva però sempre rispettata e i sacerdoti spesso
aggiungevano i mesi per considerazioni politiche.
Il calendario Numiano fu modificata al tempo dei decemviri (V secolo a.C.) con
l'aggiunta di un giorno al periodo fisso che divenne quindi di 355 giorni.
Probabilmente questa aggiunta fu dovuta alla superstizione dei romani che
consideravano i numeri pari nefasti.
L'antico calendario cominciava col
-
primo
martius mese sacro a marte
-
aprilis
da aperire per l'aprirsi della terra alla nuova stagione
-
maius
dedicato a Maia propriziatrice della fecondità della terra
-
junius
dedicato a giunone
-
quintilis
quinto mese
-
sextilis,
septilis, october, november e december
Poi all'epoca di Numa , come detto in
precedenza, vennero aggiunti:
- januarius
da giano bifronte
-
februarius
da februa, feste della purificazione.
Per le date si utilizzavano certi giorni
fissi fondamentali:
-
il
primo del mese detto calende
-
il
quinto giorno dei mesi di 29 giorni e il sesto
in quello di 30 detto none
-
il
tredicesimo o quattordicesimo detto
idi.
L'indicazione si faceva contando i giorni
che mancavano per arrivare ad uno di questi riferimenti
Ad
esempio il 29 gennaio era il giorno secondo prima delle calende di febbraio
Ad esempio il 10 di marzo era il giorno
quinto prima delle idi, ecc.
Con l'introduzione del calendario giuliano, e l'assegnazione di 31 giorni ad
alcuni mesi, e la riduzione di un giorno a febbraio, il computo delle none e
delle idi venne opportunamente adeguato.
Calende deriva dal verbo calo, chiamare a raccolta. Nei tempi antichi il
Pontifex minor chiamava a raccolta il popolo
al primo apparire della falce lunare che indicava appunto l'inizio del
mese. In questo giorno si usava pagare i debiti ed era chiamato calendarius il
registro che riportava le scadenze.
Siccome
nel calendario greco, le calende non esistevano, è stata coniata la frase
"pagare alla calende greche" per significare che non lo si sarebbe mai
fatto.
Nel II secolo a.C., l'inizio dell'anno fu
spostato dalle idi di marzo alle calende di gennaio, mantenendo però inalterato
il nome dei mesi che da septilis a december, non erano più legati alla
successione annua.
Il calendario giuliano
Verso la metà del I secolo a.C., Giulio
Cesare, di ritorno dalle campagne di Egitto, promulgò il nuovo calendario
elaborato dall'astronomo alessandrino Sosigene. Questo calendario trae quindi
origine da quello egiziano e adotta un valore medio annuo di giorni pari a
365,25.
Il valore adottato era leggermente superiore al vero e la differenza di 11m e 14
s all'anno si fece sentire col passare dei secoli.
Per mettere in fase il nuovo calendario con
il ciclo stagionale, Cesare fece aggiungere 90 giorni all'anno 708 dalla
fondazione di Roma (che poi divenne il 46 a.C.).
Questo anno fu portato da 355 a 445 giorni, mediante l'inserimento di 23 giorni
a febbraio e 67 giorni tra novembre e dicembre. Questo anno passò alla storia
come anno della confusione.
Introdusse poi un ciclo di quattro anni (3 comuni di 365 giorni e il quarto
bisestile di 366 giorni).
IL giorno aggiuntivo venne inserito tra il 24 e il 25 di febbraio ed era
considerato una prosecuzione del 24 e non un giorno in più; un giorno bis da
cui deriva bisestile. Altre fonti fanno risalire il termine di
"bisestile" al fatto che il 25 febbraio era noto come "ante diem
sexto kalendas Martias" quindi bisesto.
Ai
mesi di martius, maius, quintilis e october furono assegnati 31 giorni
Ai rimanenti 30
A februarius 29.
In questa occasione, il Senato (o Cesare) decretò di variare il nome del mese
quintilis in Julius.
Per una errata interpretazione dell'editto, dal 45 al 10 a.C. si intercalò un
anno bisestile ogni 3, dando luogo ad un errore che fu sistemato da Augusto che
stabilì che gli anni dal 9 a.C. al 3 d.C. fossero tutti comuni (anni dal 745 al
756 ab Urbe condita).
Per non essere da meno di Cesare, Augusto si premiò variando il nome del mesi
sextilis in Augusto e aumentandone la
durata da 30 a 31 giorni, facendo diventare febbraio di 28 giorni.
Con questa introduzione, si interruppe la successione di mesi di 30 e 31 giorni
e si dovettero inventare delle filastrocche che sono giunte fino a noi..
.. trenta giorni ha Novembre con April, ..
ecc.
Tentativi di altri Imperatori, come di Tiberio che voleva trasformare September
in Tiberius, fallirono. Infatti in Senato si chiese cosa si sarebbe fatto quando
gli Imperatori avessero raggiunto o superato il numero di 13.
Questo calendario, detto giuliano, restò in vigore almeno per i paesi cristiani
fino al XVI secolo.