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Per comprendere la rivoluzione portata nel comune modo di pensare da Einstein, bisognerebbe andare con il pensiero a quando Copernico sconvolse tutte le teorie del tempo dicendo che non era il sole con i pianeti a girare attorno alla terra, ma, viceversa, era la terra che, assieme ai pianeti, ruotava attorno al sole.
In realtà il moto è ancora più complesso. In questo momento, infatti, ciascuno di noi possiede una velocità dovuta al moto di rotazione della terra attorno al proprio asse, al moto di rivoluzione della terra intorno al sole. Il sole, a sua volta, insieme ad altre stelle, si muove attorno al nucleo della nostra galassia che, a sua volta, insieme ad altre galassie, nel cosiddetto “Gruppo Locale”, si muove in una direzione non meglio precisabile dell’universo. Allora in questo momento siamo fermi, come suggerirebbe il comune buonsenso, o ci muoviamo? Dipende.
Così come, per assurdo: aveva ragione Copernico o no? In effetti considerare “fermi” o il sole o la terra non ha alcuna importanza ai fini della descrizione del moto della volta celeste.
Il problema in realtà, ed Einstein l’aveva capito, era un altro. Per noi è normale applicare all’astronomia i ragionamenti e le leggi che applichiamo “sulla terra”: è questo corretto? No, dobbiamo liberarci di nozioni che sono utili sulla terra ma che non trovano corrispondenti nel cosmo. La nozione di stabilità che abbiamo deriva dalle nostre “propire” condizioni fisiche e di dimensioni. Cosa si muove e cosa sta fermo lo possiamo dire sulla terra,  ma non in cielo. Dunque Copernico aveva ragione,… ma forse anche quelli prima di lui! E’ una mera convenzione assumere un corpo come immobile.

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