Precedente Su Successiva

E’ arrivato il momento di affrontare uno dei concetti che molti amano ripetere in maniera errata quando fanno riferimento alla teoria di Einstein: “Tutto è relativo”. Ma cosa vuol dire questa affermazione? Forse che non esiste nulla di certo? Proprio No. Il problema come rappresentato nel lucido è: “Chi si muove? Esiste il moto assoluto?” Nelle immagini 1 e 2 affermare che si è mossa la macchina rossa o la macchina blu o tutte e due non è possibile. Possiamo viceversa dire che la macchina rossa si è spostata relativamente alla macchina blu o che la macchina blu si è spostata rispetto alla macchina rossa. Diversa è la situazione rappresentata nelle immagini 3 e 4 dove il buonsenso suggerirebbe che a spostarsi è stata la macchina rossa. Ma quanto sarebbe sbagliato dire che la macchina rossa e rimasta ferma e relativamente ad essa si sono spostati il distributore, la strada, il paesaggio e la macchina blu? In realtà un’affermazione del genere non avrebbe nulla di sbagliato, anzi.
La conquista a cui voleva approdare Einstein era l’indipendenza le leggi fisiche dall’osservatore. Nell’osservare un qualsiasi fenomeno, il risultato di diverse osservazione di osservatori egualmente buoni, non può dipendere da parametri soggettivi. Vedremo come molte cose ritenute oggettive e “assolute”, in realtà non lo siano. Questo fu capito già prima (Copernico) ma le conseguenze vennero tratte solo successivamente da Einstein. Ciò che accadeva era che tutto funzionava  perfettamente finché non era necessario confrontarsi con velocità estremamente vicine a quella della luce.

Precedente Su Successiva