Relatore: BAGNATI Ing. Massimo
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LA CONFERENZA
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Sotto molti aspetti ci troviamo a vivere in un
sistema planetario binario, un pianeta doppio: considerando i fenomeni che
interessano il pianeta Terra, non è possibile trascurare il moto della Luna e
non solo da un punto di vista strettamente di meccanica celeste.
Una delle
influenze più evidenti del nostro satellite è legata alle molte periodicità
del suo moto. Il mese, definito in base al regolare susseguirsi delle fasi
lunari, è stata una delle prima unità di misura del tempo, tuttora in uso per
alcuni calendari. Dicevano gli antichi ebrei: “la Luna è stata creata per
contare i giorni”. Altre periodicità, meno evidenti ma altrettanto importanti
sono state trovate sin dall’antichità: si tratta dei cosiddetti cicli lunari,
che hanno permesso per lungo tempo di predire eventi, quali le fasi o le
eclissi, con sorprendente accuratezza.
Soprattutto le eclissi, sia di Sole che di Luna, hanno sempre destato una
profonda impressione sull’uomo, tant’è che nell’antichità,
superstizioni, credenze, speculazioni di ogni tipo contribuirono a far sfruttare
questo fenomeno della Natura per fini né scientifici né seri.
La
storia riporta le tante varietà di riti, di sacrifici, di illusioni che nei
secoli accompagnarono le eclissi, così come tali fenomeni vengono narrati in
grandi opere poetiche e tradizioni popolari.
L’uomo
megalitico fu attento osservatore dei fenomeni naturali, si applicò se non a
cercare le cause, almeno a memorizzare in qualche modo quando essi accadevano e
a notare se si ripetevano.
E’ ormai indubbio, dopo gli studi di Hoyle e
Hawkins, che i monumenti di Stonehenge furono un “calcolatore per le
eclissi”, anche se spesso le spiegazioni date sono troppo elaborate e
denunciano le nostre conoscenze moderne più che quelle dell’uomo primitivo.
Grandi
osservatori del cielo furono i Babilonesi e i Cinesi. Specialmente presso questi
popoli furono costruiti veri e propri osservatori astronomici, con lo scopo di
notare e registrare scrupolosamente le manifestazioni celesti ed in particolare
le eclissi, fenomeni rari e straordinari. Fu perciò naturale che si tentasse di
prevedere tali eventi, sia per l’ansia di sapere che per il volere dei
regnanti, i quali, oltre ad interessarsi dell’astronomia per ragioni di
calendario, temevano ammonimenti astrologici.
Ecco
il rapporto di un astrologo di corte babilonese al proprio re:
“Il 14 del mese avrà luogo un’eclisse; il re stia tranquillo. Venere
non sarà presente; ma io dico al mio signore: vi sarà un eclisse”. Irassilu
servo del re.