STELLE NOVAE

Relatore: BAGNATI Ing. Massimo

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L’immutabilità del cielo

            Se guardiamo il cielo in una notte limpida, senza Luna, non ci possiamo sottrarre all’impressione della sua solenne immutabilità. Le stelle brillano in configurazioni fisse, con una luminosità costante, muovendosi percorrendo un cerchio fisso  con centro in prossimità della Stella Polare (per il cielo settentrionale) e compiendo una rotazione in ventiquattro ore. Il filosofo greco Aristotele (384-322 a.C.) pensava che l’immutabilità del cielo fosse una legge di natura. Egli riteneva che sulla terra le cose fossero soggette a cambiamenti e decadenza, mentre le cose del cielo erano immutabili, perfette e permanenti.
           
Aristotele riteneva che sulla terra ogni cosa fosse costituita da quattro elementi (terra, acqua, aria e fuoco). Il cielo e tutti i corpi celesti erano invece formati dal quinto elemento, perfetto e splendente, che Aristotele chiamò etere.
           
Sebbene altri nel suo tempo credettero all’immobilità del cielo fu grazie alla sua fama che Aristotele venne sempre considerato la massima autorità per questa concezione. E’ pur vero che ci sono fenomeni che sembrano contraddire la tesi aristotelica; le nuvole ad esempio, vanno e vengono per il cielo, la pioggia sembra cadere dal cielo ecc.. Ma nuvole e pioggia sono manifestazioni dell’atmosfera e l’aria era proprio uno degli elementi appartenenti alla Terra. Aristotele riteneva che l’atmosfera si estendesse fino alla Luna, il più vicino dei corpi celesti. L’etere e l’immutabilità cominciavano, a partire dalla Luna e comprendevano ogni cosa al di là di essa. Talvolta osservando il cielo notturno, lo vediamo attraversato da un punto di luce (“una stella cadente”); per Aristotele, anche le “stelle cadenti” erano fenomeni atmosferici. Per questo noi le chiamiamo ancora meteore, dal termine greco che significa “cose dell’aria”. I più piccoli di questi oggetti vaporizzano prima di raggiungere la superficie terrestre, i più grandi sfuggono almeno in parte a questo destino ed uno o più frammenti, possono arrivare a Terra, in questo caso sono detti meteoriti. Fino all’inizio dell’Ottocento gli scienziati furono riluttanti ad accettare il fatto che corpi solidi potessero cadere dal cielo.