OWEN GINGERICH

ALLA RICERCA DEL LIBRO PERDUTO

La storia dimenticata del trattato che cambiò il corso della scienza

Rizzoli – Pag. 416 – 2004

Formato 13x19 - Euro 17.00

Nella primavera del 1543, mentre l’Europa era in tumulto per il diffondersi del protestantesimo, un’altra – e non meno radicale – rivoluzione stava per vedere la luce. Nicola Copernico giaceva ormai sul letto di morte, quando i suoi compagni canonici della cattedrale di Frauenburg gli dissero che il tipografo Johannes Petrius gli aveva mandato da Norimberga le ultime pagine stampate del De revolutionibus orbium coelestium, il libro a cui l’astronomo polacco aveva dedicato gli ultimi tre decenni della sua vita. Un libro in cui venivano rifiutati i dogmi della Chiesa e la tradizionale teoria geocentrica di Tolomeo a favore dell’eliocentrismo, e che sarebbe passato alla storia come la più grande opera scientifica del XVI secolo.

All’inizio degli anni Sessanta, più di quattro secoli dopo, l’astronomo e storico della scienza Owen Gingerich si è lanciato in un affascinante ricerca con un obiettivo ambizioso: riuscire ad esaminare tutte le copie della prima e della seconda edizione del De revolutionibus conservate fino ad oggi, per sfatare la tesi secondo cui quest’opera eccezionale, per via della sua notevole complessità tecnica, non era mai stata letta da nessuno.

Il volume è il racconto di questa avventura durata trent’anni che ha portato l’autore a viaggiare e visitare biblioteche e librerie antiquarie di mezzo mondo, da Varsavia a Pechino, da Boston ad Edimburgo.

Attraverso le varie annotazioni ritrovate sul libro di Copernico, ha scoperto un’intera rete di persone che hanno letto il libro e ha potuto seguire e comprendere il lungo e difficile processo storico di accettazione della cosmologia eliocentrica come descrizione reale del mondo fisico.

 

 

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