ALBINO
CARBOGNANI
Guida pratica alla ripresa del cielo con webcam e telecamere applicate al telescopio
Orione
– Pag. 143 – ed. 2005
Formato
14.5 x 21 cm – Euro 7.00
In
vendita in edicola
Fino
a qualche anno fa, l’osservazione degli oggetti del Sistema Solare veniva
fatta principalmente mediante osservazione diretta, seguita poi da disegni
eseguiti a mano.
Alcuni
astrofili molto preparati utilizzavano anche la tecnica fotografica che però
richiedeva dopo la ripresa delle immagini lunghe elaborazioni in camera oscura.
Anche negli osservatori professionali le cose non andavano molto meglio e le
immagini, specialmente dei pianeti, che si trovano su libri e riviste fanno
capire le difficoltà che si incontravano nel dover fare le riprese al fondo di
uno strato d’aria in continuo movimento.
Con
l’avvento dei CCD le cose sono migliorate ma i risultati si sono dimostrati
non all’altezza delle riprese degli oggetti del profondo cielo.
A
partire dagli anni 2000 una nuova tecnica di ripresa concepita per fini
commerciali è stata utilizzata dagli astrofili. Si tratta di CCD molto
economici ma di discreta qualità come le webcam e di alcuni modelli di
telecamere.
Questi
strumenti danno la possibilità di effettuare dei filmati che contengono singole
immagini riprese con durata di frazioni di secondo. Per questo motivo, questi
frame sono meno soggetti a turbolenza delle riprese fotografiche che richiedono
nelle migliori condizioni alcuni secondi di esposizione. Appositi programmi
elaborano le singole immagini, le centrano, scartano quelle mediocri e sommando
le rimanenti, rilasciano degli elaborati con definizioni che sono addirittura
paragonabili alle riprese effettuate al di fuori dell’atmosfera terrestre.
L’impiego
di questa nuova tecnologia ha veramente rivoluzionato il mondo della fotografia
planetaria e al giorno d’oggi, un astrofilo che possiede un minimo di
strumentazione, può ottenere
anche dal balcone di casa,
delle immagini che hanno dell’incredibile.
Tutta questa nuova tecnologia è efficacemente illustrata nel volume di Albino Carbognani che non deve mancare nella biblioteca degli astrofili.