FRANCO
LORENZONI
CON IL CIELO NEGLI OCCHI
Imparare a guardare lo spazio e il tempo
Marcon - Gruppo editoriale - Pag. 192 - Ed. 1991
Formato22 x22cm- Lit. 19.800
Perché proponiamo un libro scritto nel lontano 1991. Perché è un volume dai contenuti unici nel panorama editoriale del nostro Paese.
Si tratta di un viaggio di conoscenza nel cosmo, proposto a bambini e ragazzi,attraverso il corpo, l'osservazione, il disegno, la geometria e il racconto
dei miti.
Si può insegnare guardando con attenzione e quiete gli elementi e i cicli del cosmo, in un tempo sovraccarico di immagini artificiali
e dominato dal culto della velocità?
Franco Lorenzoni - maestro elementare nel piccolo paese umbro di Giove - pensa di si, e propone in questo libro la
sua ricerca e la sua esperienza.
Una esperienza che parte dal corpo di chi guarda, dalla curiosità dei bambini, dalle straordinarie potenzialità
di osservazione che hanno i ragazzi quando li si mette in condizioni di
ascoltare silenziosamente ciò che accade nel cosmo.
Incontrare il cielo, darsi appuntamento con la Luna, attendere il lento avvicinarsi dei pianeti e
seguire per intere stagioni il Sole al tramonto è possibile anche in città.
Il libro insegna a guardare e insegna la dimensione dell'attesa, perché per incontrare
il teatro del cielo dobbiamo rispettare i suoi tempi e sapere cambiare il nostro
punto di vista.
Il punto d'avvio di questa ricerca di parentela e di amicizia con il cielo è sorprendentemente semplice, si tratta di disegnare cosa
accade sopra i nostri occhi, le diverse fasi della Luna, i colori del tramonto,
i movimenti delle stelle dell'Orsa o di Orione.
Si tratta di una proposta di incontro, dunque, con ciò che di selvatico e primitivo nemmeno la città
riesce ad abolire integralmente: il cielo stellato e i corpi celesti vaganti. A
partire da questo incontro si diramano strade e intrecci per possibili ricerche.
E' dunque una proposta educativa e globale, quella che emerge,rivolta ad insegnanti della scuola di base, ad educatori e genitori che
sentono la necessità che bambini e ragazzi possano stabilire un rapporto diretto,
intimo ed organico, con la natura ed il mondo. La possibilità di imparare a
guardare ciò che è più lontano e remoto, per riuscire ad "avvicinarsi alle cose
con discrezione e attenzione e cautela, col rispetto di ciò che le cose
comunicano senza parole".