JAMES RESTON

GALILEO – La biografia

 

Piemme – Pag. 406 ed 2005 (ristampa in ed. pocket) ed. precedente del 2001 – originale 1994

Formato 13 x 21 cm – Euro 11.50

 

Per tutto il 1992, a trecentocinquant’anni dalla morte, Galileo Galilei ha goduto di ampio spazio sui mass media. La sua vita mondana è stata ricostruita pezzo per pezzo e a Firenze addirittura si è tenuto un burrascoso conclave cui hanno partecipato astronomi gesuiti e indiani Apache che non volevano la costruzione sul loro territorio di un nuovo osservatorio astronomico del Vaticano.

Molte di queste riunioni sono servite agli specialisti per glorificare se stessi.

Un  nuovo libro sulla vita dello scienziato. Ma serve ancora scrivere queste biografie?.

Certamente questa ha il valore di tante altre, ma anche una caratteristica in più che ci fa capire come viene costruito imprenditorialmente un libro e quali sono le aspettative e le conoscenze del popolo a cui il libro è diretto.

Se ci si sofferma sui vari capitoli del volume si sente palpabile la diversa cultura storica del nostro pensiero occidentale rispetto a quella degli americani che di storia non ne hanno.

Quindi si può capire la parte preponderante che il libro dedica ai problemi della chiesa e della inquisizione che per noi sono cose assimilate e digerite da tempo.

Tutto sommato un volume che si lascia leggere e che comunque fornisce numerose e dettagliate informazioni viste da un mondo lontano e diverso dal nostro.

L’autore si stupisce dell’incomprensione della Chiesa rispetto alle idee innovative lanciate dal pensiero Copernicano.

A questo proposito, occorre ricordare che la visione del Cardinale Bellarmino cambio da un momento all’altro proprio quando erano in corso le trattative per l’adozione del nuovo calendario.

Se Keplero diceva che era meglio adoperare un calendario sbagliato piuttosto che quello della Chiesa Cattolica, dall’altra parte che santi proprio non dovevano essere,  era con ogni probabilità meglio continuare ad appoggiarsi a Sant’Agostino e al pensiero Tolemaico piuttosto che abbracciate la tesi di un sovversivo d’oltralpe.

Peccato che su questi argomenti non si siano mai fatte delle ricerche approfondite; magari potrebbe scaturire una nuova visione di come le faccende politico/religiose possono modificare le conoscenze scientifiche del mondo.

 

 

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