MASSIMO BUCCIANTINI

GALILEO E KEPLERO

Cosmologia e teologia nell'Età della Controrigorma

Einaudi - Pag. 359 - ed 2003 - €  36,00

 

Questi due grandi scienziati si dichiarano seguaci di Copernico, si scrivono ma non si incontrarono mai. Oggi è importante studiare le differenze delle loro visioni.

Galilei manifestò grandissima stima per Keplero, ma si trattava solo di apprezzamenti formali. Non solo sottolineò la differenza tra "il filosofare" di Keplero e il suo proprio, ma non accettò mai le tre legge e ritenne che alcuni pensieri di Keplero fossero "piu tosto a diminutione della dottrina di Copernico che a stabilimento". Per il nostro scienziato, la transizione delle orbite planetarie da circolari a ellittiche non era esteticamente gradevole.

Keplero d'altronde non accettò l'invito a insegnare presso università italiane e rifiutò una cattedra a Bologna, dove, scriveva, "è eresia qualsiasi cosa che fa ombra all'autorità della sede romana".

L'autore ripercorre analiticamente le loro vicende, per cercare di mettere in luce le ragioni di questa contrapposizione alla luce dei fatti storici. Keplero morì nel 1630 quando Galilei non aveva ancora pubblicato  il "Dialogo sui massimi sistemi" né i "Discorso intorno a due nuove scienze" e questo può far riflettere soprattutto per quanto riguarda  le considerazione che poteva trarne Keplero sulla base della documentazione disponibile.

Libro che non dovrebbe mancare nelle biblioteche personali degli amanti dell'astronomia ma anche di storici, filosofi, studenti e in generale delle persone colte.

 

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