ADRIANO
PETTA E ANTONINO COLAVITO
IPAZIA,
scienziata alessandrina 8 marzo 415 d.C.
Lampi
di stampa – Pag. 280 – ed 2004
Formato
14x21 – Euro 15,00
La
pagana Ipazia (370-415) visse al tempo dell'imperatore d'Oriente Arcadio
(377-408) e di suo figlio Teodosio II (401-450).
Secondo
il Suda, enciclopedia bizantina del X secolo, era figlia di Teone,
geometra e filosofo, ultimo direttore del Museo di Alessandria.
Ipazia
fu nota per il suo sapere nel campo della matematica, dell'astronomia e della
filosofia platonica e fu a capo della scuola neoplatonica di Alessandria.
Tra
i suoi allievi ebbe Synesius di Cirene che intorno al 410 divenne vescovo
cristiano di Tolemaide (odierna Tolmeita, o Tulmaythah in Libia).
Tra
le opere di Ipazia si annoverano:
Un
Commentario sull'Arithmetica di Diofanto di Alessandria | Un
Commentario sulle Coniche di Apollonio di Perga | |
Inoltre
Ipazia provvide a curare l'edizione di un'opera di suo padre: il Commentario
sull'Almagesto di Tolomeo.
Con
il terzo editto del 391 dell'imperatore Teodosio la persecuzione anti-pagana
s'intensificò e molti cristiani si sentirono autorizzati ad iniziare la
distruzione degli edifici pagani.
Ad
Alessandria il vescovo Teofilo avviò una sistematica campagna di distruzione
dei templi.
Il
tempio di Serapide, divinità greco-egizia che riuniva in sè Zeus ed Osiride,
venne assediato dai cristiani. Il vescovo Teofilo ed il prefetto Evagrio,
insieme con gli uomini della guarnigione militare, iniziarono l'opera di
demolizione. Il vescovo Teofilo volle dare il buon esempio dando il primo colpo
contro la colossale statua del dio Serapide.
Durante
l'operazione di repressione religiosa la famosa biblioteca di Alessandria
(ricostruita sulle ceneri della precedente distrutta dai romani) fu incendiata
dai cristiani.
Nel
412 Cirillo prese il posto dello zio, il vescovo Teofilo, e divenne patriarca di
Alessandria.
Il
prefetto di Alessandria Oreste ebbe dei contrasti con Cirillo e fu amico di
Ipazia.
Nella
primavera del 415 una banda di monaci cristiani catturò Ipazia per strada, la
colpì e trascinò il suo corpo fino in una chiesa dove la sua carne venne fatta
a pezzi con tegole acute e i suoi resti bruciati.
Alcuni
dicono che il vescovo Cirillo fu responsabile di questo atto oltraggioso.
Cirillo
(375-444) venne fatto santo e nel 1882 fu dichiarato dottore della chiesa
cattolica.
Dopo
l'assassinio di Ipazia i suoi allievi abbandonarono la città. Alessandria perse
definitivamente il suo ruolo di centro culturale.
Ho
voluto dilungarmi su queste premesse che potrebbero ispirare una grande
ricostruzione storica di questo personaggio e delle conoscenze scientifiche del
suo tempo.
Aprendo
il libro le aspettative erano molte; purtroppo si è rivelato una grande
delusione. Invece della ricostruzione storica siamo in presenza di una specie di
telenovela nella quale si narra da una parte l’amore desiderato ma non
corrisposto del suo allievo Shalim (Petta) e dall’altra vengono proposti dei
voli filosofici a tutto campo su svariati argomenti che sembrano più dei sogni
che attinenti alla realtà del romanzo stesso (Colavito).
Ad
Ipazia vengono attribuite delle attività sperimentali non documentate; si dice
che studiò e realizzo l’astrolabio (conosciuto almeno 200 anni prima questi
avvenimenti), l’idroscopio e l’aerometro. Di tutto questo però ci sono solo
vaghi cenni di poche righe riferiti al primo strumento. Viene ad esempio fatta
morire l’8 marzo (ricorrenza della festa della donna), data che non è
riscontrabile nelle fonti storiche disponibili e gli viene assegnata una attività
improbabile di salvaguardia dei testi antichi (raccolti in luoghi nascosti per
essere tramandati nei secoli).
Il
contributo del Pezza è tutto incentrato sul ruolo negativo che avrebbe avuto la
religione cristiana dopo la sua affermazione, segnalando che se non ci fosse
stato questo oscurantismo il progresso umano avrebbe seguito ben altra strada.
Inoltre viene più volte ribadito il concetto del ruolo secondario delle donne
considerate dalla Chiesa solo madri e ascete e nulla più e a questo scopo
scomoda anche Sant’Ambrogio e Sant’Agostino che vengono messi in imbarazzo
in colloqui diretti con la nostra Ipazia.
Questi però sembrano argomenti molto radicali; il cristianesimo ha portato anche valori importanti che in precedenza erano sconosciuti e la donna nell’antichità non è che sia stata molto considerata, non mi sembra che ad esempio nel mondo greco ci siano stati molti scienziati, matematici, filosofi, medici ecc. di sesso femminile