AA.
VV.
1°
volume della serie: LA SCIENZA – L’Universo
La
Biblioteca di Repubblica – Pag. 832 – ed. 2005
Formato
15x22 cm – In omaggio con il quotidiano La Repubblica
Questa
collana è tata annunciata con molta enfasi da parte non solo del quotidiano La
Repubblica, ma anche dai maggiori storici della Scienza, che si sono prodigati
in elogi e considerazioni sullo stato delle conoscenze scientifiche in Italia.
Il
filo conduttore è sempre lo stesso. Siamo una nazione di poca cultura
scientifica, le menti più preparate scappano all’estero ecc. Per risolvere
almeno in parte questo stato di fatto e portarci ai livelli dei paesi più
limitati d’Europa, ecco questo importante contributo che si avvale di trecento
specialisti “tra italiani e stranieri”.
Per
invogliare il popolino il primo volume è stato dato in omaggio nelle edicole il
29 agosto scorso. Gli altri, ovviamente, saranno a pagamento.
Una
volta si diceva che a “caval donato non si guarda in bocca”. Questo è vero
però con simili premesse, una occhiatina al contenuto mi sembrava doverosa.
Prima
osservazione è che per scoprire gli autori, occorre andare a leggersi i singoli
capitoli dell’indice. Si scopre così che sono poco più di 20. Nessuna
indicazione sulla loro attività; si cita spesso Rosanna Faraggiana che penso
sia della mia città. Ma non è dato sapere di più. Alcuno sono conosciuti, ma
molti altri saranno pure degli illustri scienziati ma non si sa che cosa
facciano nello specifico.
Un
altro appunto, che però lascia perplessi è che alla fine vengono dedicate
numerose pagine al glossario che però non è solo una indicazione
chiarificatrice dei termini utilizzati ma contiene un po’ di tutto, indice dei
nomi, degli argomenti, ecc.
Come
si può giudicare una monografia enciclopedica? Leggerla tutta è impossibile e
poi non è proprio così che deve esser utilizzata.
Un
sistema è quello di aprile a caso delle pagine e verificarne il contenuto. Sarò
stato sfortunato, perché credo che il volume abbia anche dei validi contenuti,
ma così facendo mi sono cascate le braccia.
A
pag. 38, viene riportata una fotografia con una persona su una scaletta che
osserva al fuoco di un telescopio. La didascalia recita: un astronomo scruta il
cielo dall’oculare di un tradizionale telescopio newtoniano, dotato di uno
specchio di rifrazione di 45.72 cm.
di diametro. A parte che gli astronomi
non montano più sulle scalette dalla fine della prima guerra mondiale ma qui
mancano le più elementari basi di ottica. I telescopi di tipo newtoniano sono
dei riflettori e questo lo sanno anche i bambini.
Pag.
47, le
stelle generano una costante emissione di calore e di raggi luminosi, il calore
non arriva fino a noi, mentre le radiazioni luminose si propagano a una distanza
molto maggiore. Bella spiegazione
scientifica!!
Pag.
52, in un riquadro si parla di Vega e Betelgeuse. Si dice: Vega (dall’arabo
avvoltoio in picchiata) è una stella bianca di tipo spettrale A0, nella
costellazione della Lira; è la quinta stella per splendore del cielo notturno,
la più luminosa dell’emisfero Boreale … A
parte che molti testi riportano Arturo più luminosa di Vega, la cosa che mi ha
lasciato perplesso è che vengono riportate le stesse identiche parole che
appaiono nell’enciclopedia di John Gribbin (Garzanti Astronomia e Cosmologia,
pag. 554)
Pag.
60, lo splendore delle stelle viene espresso in magnitudini apparenti .. le
stelle più deboli osservabili a occhio nudo hanno magnitudine apparente 6, le
più brillanti 0; le stelle di splendore intermedio sono classificate di
magnitudine 1, 2, 3, 4 e 5. Si sono
dimenticati di Sirio e di altre tre stelle che hanno magnitudine negativa.
Pag.
112, Come morirà il Sole? Dice che il Sole diventerà una stella rossa che
riassorbirà la Terra. Nel cielo ci sono molte stelle rosse e grandissime che si
trovano in questa fase della loro vita. Per esempio Betelgeuse .. che al suo
interno potrebbe contenere più di un milione di soli. Qui
oltre ad un errore madornale; paragona il Sole fra 5 miliardi di anni, gigante
rossa a Betelgeuse che è una supergigante e che avrà tutta un’altra
evoluzione. Ma
anche in rapporto dimensionali si pecca per difetto. Se poniamo Betelgeuse, ad
esempio, con diametro stimato di 300 volte il nostro Sole, al suo interno ce ne stanno
almeno 27 milioni.
Pag.
779, siamo nel glossario alla voce Betelgeuse; si dice che la sua magnitudine
varia sensibilmente. Può darsi ma
qualche decimo di magnitudine non è proprio una variazione molto sensibile.
Da
pagina 498 a pag. 571 vengono riportate le cartine delle costellazioni. Sono
nella maggior parte presentate in scale diverse e io sfido chiunque che non sia
pratico di costellazioni ad utilizzarle. Come minimo ci voleva una carta
riassuntiva di collegamento.
Cosa dire alla fine? Certamente si troveranno molti spunti interessanti ma va letto con la massima criticità verificandone di volta in volta i contenuti.