AMIR
D. ACZEL
PENDULUM
Léon Foucault e il trionfo della scienza
Il
Saggiatore – Pag. 221 – ed 2006 (ed. originale 2003)
Formato
14X21cm -
Euro 16.50
Conosciamo
tutti i problemi sollevati dalle idee copernicane riguardanti il movimento della
Terra intorno al Sole e le contestazioni della Chiesa.
Alcuni
fatti lasciano però supporre che la Chiesa avrebbe potuto accettare questa
evidenza, mettendo così fine a duemila
anni di dottrina aristotelico-tolemaica. Sappiamo infatti che il 12
aprile 1615 il cardinale Bellarmino scisse a Paolo Antonio Foscarini (1588-1616)
che se si fosse trovata una prova a favore della rotazione terrestre, la Chiesa
avrebbe cambiato posizione.
Ma
quella prova certa nessuno era in grado di
fornirla.
Forse se ci fosse stato più spirito di osservazione, un notevole
contributo l’avrebbe potuto dare Vincenzo Viviani (1622-1703); infatti
l’allievo di Galileo in una nota a piè di pagina di un testo (scoperto nel
1841) scrisse: “Osserviamo che tutti i pendoli appesi a un filo deviano dal
loro piano verticale iniziale, e sempre nella stessa direzione”. Viviano non
elaborò l’osservazione, e il lavoro originale scomparve nelle pieghe della
storia. Forse i tempi non erano ancora maturi. Ma non lo erano neppure nel 1851
quando Foucault, uno oscuro scienziato autodidatta alle due del mattino del 6 di
gennaio scese nella cantina della sua casa e preparò l’esperimento che
avrebbe cambiato per sempre il nostro modo di vedere il mondo. Era la prova che
il Cardinale Bellarmino aveva aspettato invano.
In
cosa consiste l’esperimento? E’ un pendolo oscillante che mantiene la sua
direzione mentre la Terra ruota e quindi evidenzia sulla sabbia questo
movimento.
Celebri
sono state le dimostrazioni eseguite al Pantéon e in moltissime altre località.
Ricordo anche quelle recenti (di alcuni anni fa) organizzate a Saronno
in occasione di alcune manifestazioni di divulgazione astronomica.
Questo
esperimento suscitò l’irritazione della scienza ufficiale. Come mai era stato
fatto da un oscuro dilettante (che però diede poi molti contributi alla
scienza; es. determino con una precisione sbalorditiva per il suo tempo la
velocità della luce, inventò il giroscopio, ecc.) e nessuno scienziato vero ci
aveva pensato. Quali erano le regole matematiche che sovrintendeva
l’esperimento e altro ancora.
Lascio
al lettore il gusto di approfondire questi argomenti. Segnalo solo che il libro
narra le vicende umane e politiche di quel periodo in cui Napoleone III
cercò di far risorgere la Francia dalla decadenza in cui era caduta.
Si devono anche segnalare parecchie imprecisioni riguardanti la storia dell’astronomia e la tecnica astronomica dei secoli precedenti al racconto. L’autore è un matematico che si è fatto aiutare nelle ricerche da una stuolo di persone che riempiono ben quattro pagine di ringraziamenti. Poteva aggiungere altre due righe e far leggere la bozza del testo ad un bravo storico dell’astronomia che certamente avrebbe miglioro di molto la lettura