FRANCESCO
PARESCE
TRA
RAZZI E TELESCOPI
Di
Renzo Editore Pag.
108 – ed. 2005
Formato
14x21 cm – Euro 10.50
Questo
volume è pervenuto alcuni giorni fa in osservatorio, gentilmente inviato
dall’editore che ringrazio per la cortesia.
Sono
doppiamente grato per l’invio in quanto nelle città medio piccole è molto
difficile avere un panorama editoriale astronomico completo e anche se si
conoscono i titoli, tramite le librerie tradizionali molto spesso si fa fatica a
far arrivare i
volumi.
L’autore,
nasce a Londra nel 1940, la famiglia viene coinvolta nelle vicissitudini
belliche della seconda guerra mondiale; compie i suoi studi primari in
Inghilterra poi frequenta l’Università in Italia e infine gli approfondimenti
negli Stati Uniti.
Paresce
è nipote di Gugliemo Marconi da cui pare abbia ereditato la tenacia e la voglia
di districarsi nelle difficili situazioni di una vita tutta dedicata alla
scienza.
Nel
volume viene narrata la sua vita di uomo nella quale si intrecciano le sue
attività scientifiche, che vanno dai primi test con i razzi per cercare di
indagare le regioni ultraviolette del cielo, a quelle di responsabile per conto
dell’ESA della Camera FOC installata a bordo del telescopio spaziale Hubble.
Viene poi nominato responsabile scientifico del Very Large Telescope
Interferometer dell’ESO, diventa anche astronomo straordinario presso
l’Osservatorio di Torino e dopo la pensione assume, con molta riluttanza, la
carica di consigliere di amministrazione dell’Istituto Nazionale di
Astrofisica (INAF).
Nel
libro sono riportati aneddoti e curiosità che mi hanno fatto ripensare agli
anni trascorsi quando quello che viene descritto si poteva toccare con mano
direttamente. I riferimenti ai fatti Universitari con i bidelli onnipotenti, i
professori introvabili e le dispense (obbligatorie) che servivano a ben poco
sono esperienza di moltissimi studenti. Anche il carattere di molti grandi
personaggi viene descritto con molta efficacia. Cito ad esempio che Giacconi
aveva instaurato all’ESO (VTL) un regime quasi di terrore. D'altronde sappiamo
che Hubble a Mt.Wlson obbligava tutto lo staff a pranzare in giacca e cravatta e
a sedersi rispettando l‘ordine gerarchico.
Un libro che si legge volentieri e che consiglio a tutti anche a quei professori e politici che si stupiscono come mai molte facoltà scientifiche sono deserte e che quelli che le frequentano appena possono se ne scappano all’estero.